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La grande guerra 1915/1918. Il diario di un gattinarese
Oggetto
Mercoledì 6 Novembre 2019
Data
Vittorio Terzano
Mittente
Il diario di guerra di un cittadino gattinarese comincia così:
"Saliti sul treno fummo tutti salutati personalmente dal maggiore Generale Fioretta comandante della Brigata Umbria, alle 7 il treno si mette in moto appena fatti 50 metri all'uscita dalla stazione fummo salutati da numerosi borghesi che si erano accumulati allo sbocco. E qui pare che tutti i soldati del 3° battaglione si siano dati la parola d'ordine: tutti risposero ai saluti di abbasso alla guerra. Ce ne furono due o tre che osarono gridare viva la guerra ma furono ben tosto ridotti al silenzio perché non seppero dar ragione del loro grido selvaggio. Le grida di abbasso furono ripetute ogni qualvolta appariva gente a salutarci.
I capitani comandanti di compagnie passarono in tutti i vagoni per sapere gli autori ma invano.
Indi minacciarono con le carceri per ottenere il silenzio, ma IL SILENZIO SI OTTENNE DA SE quando poi il treno si mise in moto
".

Mi piacerebbe che, magari col patrocinio del Comune, il diario venisse pubblicato, anche solo su Gol.
Grazie alla mostra dell'anno scorso l'ho potuto leggere, senza trattenermi dall'annotare alcuni passaggi; l'ho trovato ricco di valori memorialistici, umani e linguistici: quel "ma il silenzio si ottenne da se" mi par degno di un poeta.
Certamente "meminisse iuvabit": il ricordare di un cittadino comune "gioverà" a tutti i cittadini che lo potranno conoscere.
E il diario potrebbe anche essere visto come una medaglia di cui essere orgogliosi.
Cordialmente

Vittorio Terzano
Commenti: 5 - >Scrivi un commento
Gianni Delsignore
Gattinara on line sarebbe felice di poter pubblicare il diario appena il proprietario ce lo vorrà inviare.
06-11-2019 14:17:34
gianni manfredini
Caro sig. Terzano Vittorio, all'Associazione Culturale,quando ero presidente,c'era un quadro di tutti i Gattinaresi deceduti nella Grande Guerra e sono ricordati
anche nel Parco Cittadino.Ma Lei sig. Terzano ha avuto dei parenti stretti caduti nella G.Guerra )? ( mio Padre è tornato a casa per miracolo e ha sempre fatto il suo dovere fino in fondo, lo dimostra il medagliere postato su gattinara-online), se sì me lo faccia, per cortesia, sapere;
altrimenti le sue riflessioni sono solamente delle pinzillacchere.
Viva l'Italia
un saluto cordiale
Gianni Manfredini
Gattinara, lì 06/nov/2019
06-11-2019 15:10:27
Vittorio Terzano
Solo pinzellacchere?
Perché non “bazzecole, quisquilie e pinzellacchere” come accorpava il mitico Totò.
Su internet un post raccoglie i non-sense più divertenti del grande comico.
Ve lo passo. Forse così la polemica (?) acquista una qualche utilità.
http://www.lanotiziagiornale.it/tutte-quisquilie-e-pinzillacchere-parola-di-toto-
E concludendo con il Principe Imperiale di Bisanzio (e/o della risata):
“Salutandovi indistintamente. Passo e chiudo.
Ma se è chiuso come faccio a passare?”
07-11-2019 12:01:23
gianni manfredini
Caro sig. Terzano,come al solito non risponde agli interrogativi da me posti.
Stia pure in compagnia delle buffonate di Totò ...se Le merita!
da Cicerone:cum ita sint = stando così le cose, La saluto.
Viva l'Itaglia ( non è un errore di battitura)
cordiali saluti
gianni manfredini
Gattinara,lì 07/nov/2019
07-11-2019 13:24:41
Ennio Bertona
Ja stejli a vardu sgiü e a veggu tanti robbi, scercumma da deghi an bôñ esempi... par scrivi an po' d' memorji i sarja vursü savei püsè parolli, ma mej quaicos che gnente.

Anche questo, più o meno, viene dai quaderni di un animo semplice che descrisse i giorni della guerra (la 2a) e i primi anni che seguirono.
Lo fece per ricordare i fatti di paese, di vita e di morte, di feste e lutti, di cortili e stalle...giochi nelle strade e ragazze, simpatie e fallimenti... tutti fatti per noi perduti, raccontati con sincerità da chi c'era, fatti che solo qualche ultraottantenne, ormai, può ricordare.
Anzi, è solo leggendo le poche memorie dei pochi che ne hanno voluto scrivere, non importa se con buon lessico o semplicità contadina, che qualcuno, avendo già dimenticato molto o tutto, potrà dire "ah già, è vero, adesso ricordo..." e in quell'attimo un nuovo piccolo miracolo si sarà ripetuto.
Perché opporsi a priori a ciò, creando polemiche prima di sapere, prima di leggere, prima di ricordare?
Sono poi convinto che un saggio dichiaratamente politico provocherebbe dibattiti accesi, per me irrilevanti perdite di tempo, poiché a me interessa il mondo parallelo della narrazione sincera - e basta - dei fatti visti e vissuti di persona.
La verità è storia, il resto no, mai.
Mi associo a Gianni Delsignore e aspetterei di vedere, anzi vorrei vedere e leggere, con curiosità e totale neutralità, queste memorie, sperando che i fatti non siano, come dire... colorati da chi li riporta.
NESSUN colore, altrimenti non la finiamo più...

08-11-2019 17:31:24
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