logotop goltop
Sabato, 16 Novembre 2019;
Dati meteo a Gattinara
Grazie alla stazione meteo di Graziano Chieregato
Temperatura corrente
Temperatura massima del giorno
Temperatura minima del giorno
mail logo_fb logotw
CALENDARIO EVENTI
logoedg
freccia
Gli appuntamenti dei prossimi 7 giorni
Domenica
17-11-2019
18:00
Conferenza dell'Artista Matteo Libanoro "Il marmo d'arte, creato a mano".
GALLERIA IMMAGINI
San Pietro
Storia
Contatti
Ci hanno scritto
Lettere a Gattinara on line
Ricordi, 2. La Prima Vera Uscita in Bici... non si scorda mai!
Oggetto
Domenica 3 Novembre 2019
Data
Ennio Bertona
Mittente
In senso letterale, già nel 1958 ca. facevo qualche uscita in bici, in campagna (e poco in paese, lì occorreva la compagnia-sorveglianza di un genitore), con una biciclettina da 22", ma durò poco, crescevo in fretta, così nel '60 arrivò una biciclettina usata con ruote 24", con la quale ero sempre in giro ma senza spingere, senza far gare; spesso andavamo su e giù per la strada in tre o quattro con la famosa cartolina pinzata che battendo sui raggi faceva rumor di moto; chi trovava il cartoncino più tenace vinceva in rumore e durata.
Si faceva anche qualche piccola volata, di pochi metri, eravamo tutti sprinter, ma del ciclismo nemmeno l'idea.
Poi iniziai ad usare la bici di mamma, ma ogni anno ero sempre più alto, e tra la terza media e il liceo, arrivò in regalo una Gerbi sport 1965, comperata dal "Tarcisio", un'istituzione, a quel tempo. Cambio a tre pignoni (tre velocità) e davanti una corona sola, fanali e dinamo, copricatena e parafanghi. Foto prese dal web, la mia era argento. Con essa continuai il su e giù in strada (sfide, volate, surplace) e molti giri in campagna, questi da solo.
Tra i 16 e i 20 anni con un paio di amici che avevano bici tipo la mia affrontai lunghi giri, fino a 60 km , con tanto di panini di marmellata e frutta, andature blande, medie da 15 a 20... eravamo esploratori, entusiasti viaggiatori, ma non ciclisti, non avevamo il concetto di allenamento, ma solo quello di resistere in giro per ore senza arrivare al lumicino.
All'Università, stufo di far coda per i bus, stipato poi dentro di essi qual sardina, per beccarmi tra l'altro varie influenze ogni inverno, (perché tutti tossivano) decisi che la bici doveva scendere a Pavia. E per risparmiare 4 corse al giorno! I soldi erano sempre pochi, avevo anch'io un eskimo, anche il mio era innocente, dettato solo dalla povertà (cit. Guccini) ... e dal freddo!
Preparativi e calcoli... da casa al collegio erano circa 100 km, occorreva portare vestiti, biancheria, libri e lenzuola, e altro...uno zaino e una valigia: un portapacchi fu adattato al retro e lì venne fissata la valigia, lo zaino in spalla. Avevo appena compiuto 20 anni ed era fine marzo, la legge di Murphy volle che quella mattina il tempo fosse brutto e ventoso, ma senza pioggia.
Partii appena schiariva, tra le 6 e le 6.30, temperatura di poco sopra lo zero, dai miei un coro di "sta attento" e raccomandazioni... come al soldato che va in guerra!
Cominciai di buona lena, fino a Novara, poi a Mortara, 60 km in due ore, in quell'assetto e in quelle condizioni, adesso quasi non ci credo a leggere le note che registrai e conservai, ma allora... il fisico rispondeva. Da Mortara iniziò un vento frontale che mi demoralizzò, faticavo a tenere velocità più basse, avevo una cuffia di lana tipo sci, niente occhiali, vento e nebbia, sibilo nelle orecchie. Indossavo una tuta spessa e, sotto, delle magliette e il classico foglio di giornale.
Dopo Mortara, causa vento, effettuai una "presa bassa" nel senso che viaggiai parecchio a braccia piegate col naso ad una spanna dallo sterzo. Col manubrio da corsa la presa bassa è tutt'altra cosa. Ogni km fatto mi ripetevo "puoi fare anche il prossimo!" e così tenni duro.
Garlasco, Gropello Cairoli, Carbonara... finché sbucai sulla Pavia-Voghera e lì il vento era ridotto nonché laterale.
Non avevo più dubbi: "Mancano solo 5 km, ce l'ho fatta!"
Arrivai in città passando per la Minerva, poi per le strade dietro l'Università Centrale, fino al collegio, la bici in un sotterraneo e me, con zaino e valigia, su alla camera, doccia e sonno profondo... lezioni rimandate.
Da quel momento e per altri 4 anni la usai quasi tutti i giorni, salvo nei giorni di meteo malvagio, da due a quattro volte al dì, 3 km per 'corsa', per andare agli istituti di Chimica e Fisica, che stavano fuori dal centro. Alla fine la vendetti per 10 mila lire a un amico più giovane che, come me, voleva evitare il bus, e, pure lui, risparmiare.
Poi più nulla fino al 1985, quando presi una bici usata, 6 rapporti dietro e due corone, leva del cambio all'obliquo, e cominciarono i giri per allenarmi, sempre tirati, mai al risparmio. Troppo pochi, però, e non divenni mai un vero ciclista praticante, ma la bici servì, e molto, a mantenere forma fisica e mentale, e salute, sicuramente.
Soprattutto è stata terapeutica per quegli occasionali malanni muscolari e articolari che ci si procura ogni tanto con lo sport o certi lavori o anche solo chinandoci a raccogliere una mela.

alla prossima, saluti
Ennio

immagine


immagine

Commenti: 3 - >Scrivi un commento
Glauco Guaitoli
Ciao Ennio,
ho letto con interesse anche questo secondo racconto di ricordi, e mi sono preso il tempo per cercare - nei reconditi meandri della mia memoria - fatti analoghi a quelli che riferisci.
Purtroppo, nonostante gli sforzi, non riesco a ricordare quando e come imparai ad andare in bicicletta, ne quale fu il mio primo "cavallo a due ruote".
Ma ricordo bene quando in occasione dei Giochi della Gioventù (avevo 13 anni) mi iscrissi alla gara ciclistica, a cui partecipai senza preparazione alcuna e con una bicicletta simile a quella da te illustrata, ma senza cambio, né contachilometri.
Con grande sorpresa di tutti (me incluso...) arrivai terzo: piazzamento che prevedeva la partecipazione alla successiva gara provinciale, che si sarebbe svolta a Serravalle.
Cercai quindi di prepararmi ("allenarmi" è una parola grossa...) facendo qualche giro con la mia bicicletta, e (con riferimento al tuo racconto precedente) mi capitò bucare.
Mi trovavo tra Prato Sesia e Grignasco; niente camera d'aria di scorta, kit di smontaggio o pompa per le gomme: me la feci a piedi fino a casa, con la bicicletta per mano!
In occasione della competizione provinciale, un Gattinarese grande appassionato di ciclismo (Giacomino Turba) mi prestò una bicicletta da corsa: la prima su cui provai a pedalare, appena prima di prendere il via.
E di nuovo, con grande sorpresa, arrivai settimo (e primo tra i Gattinaresi).
Visti gli inaspettati risultati ed il mio crescente interesse ed entusiasmo per l'attività, mi fu regalata la mia prima bicicletta da corsa: cinque rapporti, due moltipliche, e probabilmente oltre 15 chili di peso. Fu acquistata dal Badèt (Benedetto Delmastro) per L. 50.000.
E fu così che cominciai a partecipare ad alcune competizioni locali, tesserandomi per la Società Sportiva Pedale Valsesiano.
Negli anni a venire, poche vittorie, qualche rovinosa caduta, ed alcune cocenti delusioni, per gare che avrei potuto facilmente vincere ma, per un motivo o per l'altro, non riuscii ad aggiudicarmi. E tanti, tanti km: se non ricordo male, negli svariati anni di attività agonistica, circa 27.000 (tre allenamenti e competizioni).
Ma questa, è un'altra storia...
Ciao, aspetto la prossima!
07-11-2019 17:46:12
Ennio Bertona
Ciao Glauco
Capperi, 27000 km... in tutta la vita io ne ho fatti la metà, commissioni comprese e compresi i su e giù in università!!!
Ok che non è mai stato il mio sport, ne ho fatti altri, ma è pur sempre pochino.
Non conoscevo questo lato del tuo passato, non ne abbiamo mai parlato, ma comunque complimenti.... e mi dispiace di non essermi accorto in tempo quanto è bello andare in bici.
Ma sono contento di averti riaperto un cassetto della mente.
Alla prossima
Ennio
08-11-2019 23:17:27
Ennio Bertona
... e interessanti i ricordi, del cui valore non mi stancherò mai di sottolineare l'importanza, che la bici, nel tuo cado, ti richiama nelle persone di Giacomino Turba e di Benedetto Delmastro, "Badet" (o anche "Detto", se non erro).
Evviva sempre, per chi aiuta.
08-11-2019 23:22:19
Pannello di riconoscimento utente dei commenti
Nome
Parola chiave
Non sei ancora registrato?
Hai dimenticato la password?
Articolo:
Utente:
Commento:
Il commento è stato inserito correttamente
Inserisci i tuoi dati
Nome
Cognome
E-mail
Scegli il tuo nome utente
Scegli la tua parola chiave
Riscrivi la parola chiave
Inserisci il tuo indirizzo e-mail
Tieni presente che L'indirizzo e-mail che inserisci deve essere
esattamente lo stesso che hai inserito quando ti sei registrato
Il tuo indirizzo e-mail
© 2013 Gattinara on line - Privacy - Credits
X
Sara Bergando:Progetto grafico e gestione pagina Facebook
www.sarabergando.com
Vittorio Delsignore:Sincronizzazione con i social networks
Consulenza tecnica
Gianni Delsignore:Tutto il resto