logotop goltop
Giovedì, 21 Marzo 2019;
Dati meteo a Gattinara
Grazie alla stazione meteo di Graziano Chieregato
Temperatura corrente
Temperatura massima del giorno
Temperatura minima del giorno
mail logo_fb logotw
CALENDARIO EVENTI
logoedg
freccia
Gli appuntamenti dei prossimi 7 giorni
Sabato
23-03-2019
21:00
"Cioccolata Fondente". Penultimo appuntamento della stagione teatrale all’Auditorium Lux sabato 23 marzo 2019 ore 21, vi aspettiamo per farvi passare una piacevole serata.
GALLERIA IMMAGINI
San Pietro
Storia
Contatti
Notiziario
08-11-2018
Dal Don Bosco alla Bosnia, in aiuto dei profughi
Lo studente Edoardo Ticozzelli, insieme a don Alessandro Borsello, ha accompagnato Mario Metti nella nuova missione di solidarietà per i profug
Mario Metti, presidente dell’associazione Mamre, era venuto al Don Bosco, lunedì 22 ottobre, per spiegare ai ragazzi la situazione disperata delle migliaia di profughi accampati, al freddo e spesso senza indumenti adeguati, al confine tra Bosnia e Croazia, nelle cittadine di Bihac e Velika Kladusa. Aveva anche lanciato un appello a chi avesse voluto trasformare la solidarietà in un gesto concreto. L’appello è stato raccolto e tra il 1 e il 4 novembre, Edoardo Ticozzelli, studente del quinto anno del Liceo Economico Sociale Don Bosco, ha partecipato, insieme a don Alessandro Borsello, catechista dei Licei, alla spedizione in Bosnia organizzata da Metti per portare aiuti in Bosnia.
Ascoltiamo il racconto di quei giorni dalla voce di don Alessandro e di Edoardo.
Don Alessandro: “Hai per caso visto Edoardo? Sono venuto a chiedere e lui e a te se volete venire con noi a Bihać. Partiamo fra sei giorni, nel ponte dei Santi?”
E’ venerdì sera quando Mario Metti passa al Don Bosco e ci propone di seguirlo in Bosnia per portare indumenti e sacchi a pelo raccolti nei giorni precedenti per il campo profughi. Per lui e gli altri volontari è il terzo viaggio in un mese; per noi il primo contatto con una realtà che conosciamo solo per sentito dire. Decidiamo di accettare la sfida.
Partiamo alle 6 del mattino della festa dei Santi: con noi altri volontari di Borgomanero, Arona, Grignasco. Tre furgoni carichi e una macchina.
A Bihac ci rechiamo al Dom, una struttura per studenti costruita dal regime jugoslavo negli anni ‘80 e mai finita, diventata accampamento provvisorio per i profughi siriani e afgani che attendono di poter entrare in Europa. Mi colpisce un cartello affisso all’ingresso con la mappa della zona: spicca la scritta “warning” e le macchie rosse che indicano i campi minati (tantissimi). I migranti chiamano il passaggio delle frontiera “the game” (il gioco): qui però non è come ai campi scuola, non si gioca a “Tattica” o a “Stratego”; non si deve entrare in base a prendere la bandiera evitando chi ha il ruolo della “mina”; chi perde non torna in base a prendere un nuovo cartellino, ma viene fermato e spesso picchiato dai militari di frontiera, restando senza telefono e senza scarpe.
Ripartiamo per casa con occhi e cuori pieni di emozioni, consapevoli che le nostre cinque ore di attesa alla frontiera croata e slovena sono un peso leggero a fronte del “game” che devono affrontare i tanti volti che abbiamo incontrato. Per noi è davvero solo un gioco; per loro è il “gioco della vita”.

Edoardo: La Bosnia è un realtà sorprendente, perché molti, fra i quali anche me e Don Alessandro, faticano a immaginare un Paese che, come il nostro, sta affrontando il fenomeno della migrazione clandestina dei profughi con esiti e complicazioni tanto diversi, che dipendono da questioni politiche sia interne sia esterne della Bosnia.
I migranti in Bosnia non vengono molto aiutati dalla Stato, ma vengono aiutati in grandissima parte dalle varie associazioni e istituzioni internazionali. La Bosnia è un Paese che ancora vive il peso della guerra passata e dell’odio etnico, dunque il problema della gestione del campo profughi non è considerato importante per lo Stato bosniaco. L’esperienza che abbiamo vissuto è stata stimolante, ci ha fatto riflettere sulle paure dell’uomo e dei suoi desideri.
Un modo concreto e non retorico per vivere l’ottobre missionario a cui la scuola sta dedicando le sue riflessioni in questo periodo.

immagine

Don alessandro Borsello e Edoardo Ticozzelli

immagine

Al centro, Mario Metti

Matteo Leonardi
Collegio “Don Bosco” di Borgomanero

(pagina stampabile)

Commenti: 0 - Scrivi un commento - (commenti nuova versione sperimentale)
Pannello di riconoscimento utente dei commenti
Nome
Parola chiave
Non sei ancora registrato?
Hai dimenticato la password?
Articolo:
Utente:
Commento:
Il commento è stato inserito correttamente
Inserisci i tuoi dati
Nome
Cognome
E-mail
Scegli il tuo nome utente
Scegli la tua parola chiave
Riscrivi la parola chiave
Inserisci il tuo indirizzo e-mail
Tieni presente che L'indirizzo e-mail che inserisci deve essere
esattamente lo stesso che hai inserito quando ti sei registrato
Il tuo indirizzo e-mail
© 2013 Gattinara on line - Privacy - Credits
X
Sara Bergando:Progetto grafico e gestione pagina Facebook
www.sarabergando.com
Vittorio Delsignore:Sincronizzazione con i social networks
Consulenza tecnica
Gianni Delsignore:Tutto il resto