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30-03-2021
Romagnano: inaugurazione dei restauri dei dipinti della Cappella della Madonna Addolorata
Il Covid costringe a modificare anche le tradizioni più sentite come il Venerdì Santo a Romagnano, ma non diminuisce la devozione. “L’ottava precedente il Venerdì Santo” a Romagnano ogni anno si svolge la tradizionale processione dell’Addolorata, che si conclude con la Messa in Abbazia: venerdì 26 marzo è stato possibile solo celebrare la Messa, al termine della quale si è svolta la cerimonia di inaugurazione e benedizione dei restauri murali della “Cappella della Madonna Addolorata”.
Dopo il saluto di Pier Antonio Renolfi, priore della Confraternita del Corpus Domini e di Carla Zanetta, in rappresentanza di Piera Renolfi, Priora in carica della Confraternita dell’Addolorata, che hanno finanziato il complesso intervento di restauro, l’abate Don Gianni Remogna, ha ringraziato il restauratore Maurizio Guidotti Sottini, che ancora una volta è intervenuto in questa chiesa, lavorando nell’inverno, per tre mesi consecutivi. Il Direttore dell’Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Novara, Architetto Paolo Mira, ha sottolineato l’impegno costante della Comunità nel mantenere viva la millenaria chiesa abbaziale, promuovendo negli anni restauri importanti e significativi: “Ogni restauro è un affascinante avventura, ma questo di Romagnano, caratterizzato dalla lungimiranza della committenza, la capacità professionale e l’esperienza del restauratore, la disponibilità economica, ha sortito davvero risultati inattesi e felici.
Sotto tanti strati di scialbatura sono state riportate alla luce due sacre figure, che erano sepolte sotto lo scialbo e delle quali si era persa memoria: Sant’Antonio, con il saio scuro, la lunga barba e il fuoco sul libro, ma senza l’inseparabile porcellino e San Silvano, uno dei sette figli di Santa Brigida, martire le cui reliquie sono conservate a Romagnano. L’autore di questi affreschi però per ora resta ignoto”. L’architetto Mira, pur avendo attentamente consultato i volumi delle visite pastorali ed i corposi volumi miscellanei dell’archivio storico diocesano, non ha trovato alcun riferimento all’autore degli affreschi e quindi ha proposto dei possibili modelli, ipotizzando l’intervento di Giovanni Battista Cantalupi (1732-1780), artista molto attivo ed apprezzato soprattutto nella zona del Cusio, dove sono attestate la maggior parte delle sue opere (Miasino, Gargallo, San Maurizio d’Opaglio, Orta).
Il Cantalupi sposò Giuseppa Ragni, appartenente alla famiglia che aveva patronato e diritto di sepoltura privata all’interno della cappella. Le prospettive d’indagine sono aperte ed indirizzate, proseguendole magari si arriverà a confermare l’attribuzione, con il supporto di documenti: per ora si può nuovamente ammirare questa opera d’arte nata dalla Fede e dalla devozione.

immagine

Piera Mazzone

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