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Il treno
Oggetto
Martedì 16 Maggio 2017
Data
Gianni Brugo
Mittente
Oggi ho partecipato all'incontro organizzato da PD a Varallo dal titolo “Guardando al futuro: prospettive per la linea Novara Varallo”. I molti politici presenti sono intervenuti usando il loro linguaggio, il politichese. Devo confessare che faccio fatica a comprenderlo; sono abituato ai numeri e non agli aggettivi: per me grande non significa nulla, come piccolo. Un metro cubo significa molto di più. Mi rendo conto che lo stile politicamente corretto richiede invece un uso sofisticato degli aggettivi che, opportunamente utilizzati dicono e non dicono. Chiedo a chi legge ed era presente di aiutarmi a capire se ho capito.

- E’ possibile che la linea Novara Varallo venga riattivata entro il 2018 ma non è certo e non vi sono date previste per la circolazione dei treni
- La procedura di riattivazione è molto complessa ed è stata iniziata
- Non si sa quanti treni al giorno ci saranno
- Possiamo scordarci la riattivazione della Santhià Arona, ormai irrimediabilmente compromessa da abbandono e furti perpetrati da predoni del territorio.
- Se l’operazione di riattivazione non funzionerà sarà anche colpa dei cittadini che non vogliono utilizzare il treno (posizione del consigliere Molinari).

Voglio uscire da questa logica schematica e pensare in modo positivo parlando degli aspetti che ho apprezzato. L’intenzione di riattivare la linea è decisamente buona e va supportata. Finalmente si sono capiti gli errori del passato ed il modello di integrazione ferro - gomma sembra la via giusta da percorrere, visti i positivi risultati che da decenni si sono ottenuti in vari paesi europei.
La presenza di molti sindaci del territorio (Quarona, Rassa, Breia, Roasio Campertogno) ha messo in evidenza l’interesse di tutta la Valsesia all’argomento. Peccato che Romagnano Sesia, nel cui comune si è tenuto il primo incontro per ipotizzare la ripartenza fosse del tutto assente.
Ho particolarmente apprezzato l’intervento dell’On. Gigi Bobba che ha osato tirare in ballo la matematica. Difficilmente un politico riconosce il ruolo di una scienza che consente di vedere il mondo attraverso i numeri e non attraverso gli aggettivi. - Si tratta di risolvere una equazione con tre incognite: integrazione fra gomma e ferro, integrazione fra turismo e pendolarismo, sostenibilità economica. Lo ringrazio perché ha evidenziato un concetto fondamentale: l’uomo, fino dalla preistoria ha cercato di interrogare il futuro per vedere se una sua azione, una sua decisione, avrebbero portato a conseguenze positive o nefaste. Gli Sciamani chiedevano lumi agli Spiriti attraverso il viaggio percorso all’interno del Cerchio Sacro, Gli Egizi, i Mesopotani, Gli Ebrei, I Greci praticavano la divinazione osservando il cielo e ne traevano presagi. La potenza degli Arcani maggiori dei Tarocchi ha attraversato il medioevo giungendo fino a noi. Poi i metodi per predire il futuro sono divenuti più scientifici fino a giungere ai sofisticati modelli matematici che consentono di calcolare l’evolversi di fenomeni complessi partendo dalle condizioni iniziali e da quelle al contorno. In questo modo si fanno le previsioni meteorologiche e, nello stesso modo, si può calcolare la risposta che la riattivazione di una linea ferroviaria può generare su un territorio.
Ho avuto l’impressione che molti dei politici presenti ignorassero tale possibilità, preferendo rifugiarsi nei loro aggettivi, nei loro discorsi fumosi, utili forse ad ottenere voti ed un salvacondotto nel caso le cose non dovessero funzionare.
Spero che Bobba, con la sua ipersemplificazione di un modello matematico, abbia almeno suscitato curiosità nei suoi colleghi.
In un sistema lineare per ottenere una soluzione di tre incognite sono necessarie tre equazioni, non una ed il modello statistico che simula la riattivazione della Novara Varallo è tutt’altro che lineare. Nonostante ciò spero che chi dovrà prendere la decisione osi far correre nuovamente il treno senza preoccuparsi troppo dei voti che prenderà o meno. Solo quando lo sferragliare giornaliero dei vagoni nelle nostre stazioni sarà una realtà avrà senso capire di chi sono i meriti, di chi le colpe. Ho un rimpianto per lo spreco che politici miopi hanno prodotto abbandonando una preziosa eredità che i nostri nonni ci hanno lasciato: la linea Santhià Arona ormai perduta.

Gianni Brugo

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