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09-01-2018
Mario Soster: I fiori della luce, flora alpina e nivale valsesiana
Un nuovo libro di Mario Soster si aggiunge alla collana "La mia Valsesia"
Ogni anno Mario Soster, botanico e fotografo varallese, aggiunge una perla alla sua Collana intitolata: La mia Valsesia, giunta al quinto volume. Prima di Natale è comparso nelle vetrine delle librerie: “I fiori della luce. Flora alpina e nivale valsesiana”, del quale come di consueto è stata donata copia autografata alla Biblioteca.
Questa pubblicazione chiude in bellezza l’anno in cui la Sezione del Cai di Varallo ha festeggiato i 150 anni dalla sua nascita e quindi, molto opportunamente, la Prefazione è stata affidata al Presidente della Sezione Cai di Varallo, Paolo Erba che, sottolineando come Soster sia stato a sua volta Presidente dal 1985 al 1988 e dal 1991 al 1997, osserva: “Grazie a personaggi come Mario Soster, a distanza di 150 anni la Valsesia continua a proporsi come laboratorio di cultura alpina”.
Il primo libro, uscito nel 2010, raccoglieva immagini di tutta la valle e oltre ai fiori comparivano anche gli animali, nel 2014 Mario Soster aveva ripreso la sua fidata macchina fotografica ed era partito alla scoperta di Varallo. L’alta valle, che presenta caratteristiche botaniche interessanti, era diventata protagonista del terzo volume: “Per monti e valli...cercando lo Stralisco”, con i fiori presenti in cinque itinerari botanici, che erano stati pubblicati sul Notiziario del CAI: il macereto dell’Artorto, in Val di Rassa, il Vallone del Rissuolo in Val Vogna, il Vallone d’Otro di Alagna, il Corno del Camoscio di Alagna, nuovo sentiero, realizzato con il Parco Naturale Alta Valsesia, che era stata l’occasione per inserire le immagini della flora alpina nivale del Monte Rosa, sconosciuta ai più e molto suggestiva. L’ultimo itinerario era dedicato alla Valle dell’Enderwasser di Rimella. “Le acque valsesiane”, il quarto volume della collana, uscì puntuale alla fine del 2016. Il 2017 segna il ritorno alla flora alpina e nivale valsesiana, raccolte nella poetica definizione di: “Fiori della luce”, perché questi vegetali devono compiere l’intero ciclo vitale nei soli mesi dell’estate: “Germogliare, crescere, compiere la fioritura, e cosa più importante, produrre il seme per la loro perpetuazione. Nelle zone nivali le condizioni vitali sono estremamente dure e difficili”. Per Mario Soster questo nuovo libro è stata l’occasione per mettere a fuoco piante che: “Per la bellezza dei loro fiori, la loro rarità, o per altre peculiarità della loro esistenza, hanno attratto la mia attenzione e ammirazione durante le ascensioni sulle nostre montagne”. Soster spiega come la maggior parte delle specie alpine e nivali siano perenni e si siano adattate biologicamente per sopravvivere in condizioni precarie o difficili.
Nell’ampia introduzione l’autore illustra dal punto di vista botanico alcuni itinerari naturalistici in cui crescono le piante fotografate e riprodotte nelle pagine del libro: le valli Sorba, Gronda e Artogna; il Corno Bianco e l’alta Val Vogna; il Corno del Camoscio, il massiccio del Monte Rosa e il Parco naturale dell’Alta Valsesia, le valli Sermenza e Mastallone. La sequenza alfabetica delle piante, con il nome scientifico latino, seguito da quello italiano o volgare, e l’aggiunta di qualche breve annotazione di rilievo, è intercalata da qualche paesaggio alpino. Per chi volesse approfondire dal punto di vista botanico si rimanda alla corposa monografia dedicata alla Flora eletta valsesiana, edita dal Parco Naturale Alta Valsesia, una sorta di enciclopedia botanica della flora della nostra Valle, ripubblicata in formato “da zaino” con il titolo: Flora Valsesiana e del Monte Rosa, in cui sono presentate quasi mille specie di fiori, ciascuna connotata da un’immagine, arricchita dalla descrizione botanica, per permetterne con sicurezza l’individuazione.
Mario Soster dimostra sempre una particolare attenzione e sensibilità verso coloro che non possono godere delle bellezze della natura salendo per i sentieri della Valle, alle quali dedica il suo impegno di fotografo viaggiatore: “Il libro è dedicato a tutte quelle persone (e sono molte)che per i più svariati motivi non hanno possibilità di ascendere alle alte montagne e di estasiarsi dinnanzi alla visione della grazia e bellezza di un piccolo fiore, che nato sulla inospitale fessura di una roccia, su un piccolo e verdeggiante pulvino, e talvolta, anche tra la neve che in parte lo ricopre, sta lì a dimostrare l’eterno rinnovarsi della vita di fronte ad ogni genere di avversità, e d’altro lato, l’incomprensibile disegno della morte di ogni essere vivente”.
Lo sguardo fotografico di Soster riserva la stessa cura e attenzione all’inquadratura e alla scelta delle condizioni di luce più favorevoli sia alle piante più umili e dimesse, che ai fiori più rari come la Genzianella della Carinzia, esclusiva delle Alpi Orientali, o la Fritillaria alpina scoperta a 2072 metri su Cima Rimeo, o a quelli più vistosi come la peonia del Vallone dell’Artorta.
Nell’ultima pagina, quasi sbocciata da una pietraia, nasce la poesia: “Il fiore delle vette”, un inno a quella “tenace volontà di vita” e un monito all’uomo che sale le vette a lasciarlo stare nel suo ambiente, senza coglierlo, ammirandolo nella sua assoluta naturalità.
Il volume ha la traduzione dei testi in inglese, per favorirne una fruizione internazionale: doveroso il ringraziamento degli sponsor, aziende ed attività di ristorazione e accoglienza del territorio, che continuano a credere nella validità di questi libri che raccontano le meraviglie della natura, riscontrate anche dove apparentemente non esisterebbe alcuna forma di vita.

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Piera Mazzone
Direttore Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo

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